In questa vecchia foto del 1907, l’antico muro laterale della chiesa custodisce ancora i resti visibili dell’annesso Convento dei Domenicani. L’Istituto Tecnico Comm. “G. Marconi” nascerà al suo posto, in quello stesso luogo, solo nel 1928.
Siamo quindi agli inizi del Novecento e la presenza di diverse persone nello scatto svela (vedi i nostri ingradimenti), con toccante realismo, il contesto sociale ed economico della Brindisi dell’epoca.
Davanti all’ingresso principale si notano alcune donne del posto insieme ai loro bambini, con i tipici abiti delle classi popolari. Più in alto a sinistra, sulla sommità di ciò che resta del convento, si scorgono altre persone che osservano curiose il fotografo. A destra, nei pressi di una staccionata, un uomo in tenuta da lavoro e due ragazzini sostano lungo un sentiero che, all’epoca, era ancora una via sterrata di campagna.
I massicci contrafforti ad arco posti a sostegno della parete laterale testimoniano lo stato di fragilità in cui versava l’intero complesso. Già nell’agosto del 1888, infatti, il Genio Civile aveva redatto una “Relazione sulle condizioni statiche della chiesa”, evidenziando lo strapiombo della parete sud-est e il conseguente pericolo che aveva reso urgente la costruzione di quei due grandi piloni di supporto.
L’immagine conferma come la Chiesa del Cristo – edificata originariamente dai Domenicani nel 1232 – si trovasse allora in una zona decisamente periferica e rurale della città, a ridosso delle mura difensive e immersa in un tessuto nettamente contadino.
Osservando con attenzione la facciata a capanna, celebre per la sua bicromia in pietra bianca e carparo, si notano dettagli unici del tempo. Il grandioso rosone del XIII secolo appare parzialmente murato e tamponato all’interno: una modifica risalente ai secoli precedenti, probabilmente introdotta in epoca barocca, che verrà eliminata solo con i restauri del secondo Novecento.
Ai lati del rosone balzano all’occhio due finestre rettangolari asimmetriche, del tutto estranee all’originario stile romanico-gotico. Furono aperte per dare maggiore luce agli interni e vennero poi rimosse nei restauri successivi per ripristinare la purezza medievale del prospetto.
Il portale d’ingresso mostra un vecchio battente in legno logorato dal tempo, mentre la lunetta sovrastante è priva del bassorilievo dello scultore Giacomo Erriquez, che verrà infatti realizzato e collocato solo molti anni dopo, nel 1966. Oggi, la scultura nella lunetta sovrastante, come si vede nella nostra foto attuale, è stata temporaneamente rimossa per il restauro.
In sintesi, questa fotografia non è soltanto il ritratto di un monumento storico, ma uno straordinario spaccato di vita quotidiana della Brindisi popolare di oltre un secolo fa.
Per leggere l’intero articolo della Chiesa del Cristo dei domenicani vedi qui – https://wp.me/p8GemW-lr
Fonte: Roma, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Gabinetto Fotografico Nazionale, foto di Gherardelli, inv. n. D000306.
Luogo e data della ripresa: Brindisi 1907-1908

Alcuni nostri ingrandimenti



Ns. foto del 2019

in b/n

La lunetta posta sopra il portone raffigurante il Crocifisso don Domenico de Guzman e e stato rotto i pezzi furono raccolti e poi non si e saputo più niente. Dove sono finiti come tutta la Chiesa Ma ci sono tante cose che non si sanno